Classifiche e soglie SOA: fino a quale importo può lavorare un’impresa?

Possedere un’attestazione SOA non significa essere automaticamente qualificati per qualsiasi lavoro pubblico. Oltre alla categoria, che identifica la tipologia di opere che l’impresa è abilitata a eseguire, è necessario considerare la classifica SOA, cioè il livello economico fino al quale quella qualificazione può essere utilizzata.

È proprio qui che spesso nasce la domanda: fino a quale importo può partecipare a una gara un’impresa con una determinata classifica SOA?

La risposta non dipende soltanto dal valore complessivo dell’appalto. Occorre leggere correttamente categoria, classifica, importo delle singole lavorazioni e composizione della gara.

In alcuni casi, inoltre, è necessario considerare anche le opzioni previste nei documenti di gara, compreso l’eventuale cosiddetto quinto d’obbligo.

Comprendere correttamente classifiche e soglie SOA permette quindi all’impresa non solo di sapere dove può partecipare oggi, ma anche di evitare errori nella valutazione dei requisiti richiesti dalla singola procedura.

Cosa sono le classifiche e le soglie SOA

Il sistema di qualificazione per i lavori pubblici distingue innanzitutto le imprese in base alle categorie di opere per le quali possiedono i requisiti.

Le categorie individuano cosa l’impresa è qualificata a realizzare.

La classifica stabilisce invece fino a quale importo può operare all’interno di quella specifica categoria.

Un’impresa può quindi possedere più categorie SOA con classifiche differenti: la capacità economica riconosciuta deve essere verificata separatamente per ciascuna categoria riportata nell’attestazione.

Non esiste quindi una classifica generale dell’impresa valida indistintamente per tutti i lavori.

Quali sono gli importi delle classifiche SOA?

Le classifiche previste dal sistema di qualificazione sono dieci:

Classifica SOAImporto della classifica
Ifino a € 258.000
IIfino a € 516.000
IIIfino a € 1.033.000
III-bisfino a € 1.500.000
IVfino a € 2.582.000
IV-bisfino a € 3.500.000
Vfino a € 5.165.000
VIfino a € 10.329.000
VIIfino a € 15.494.000
VIIIoltre € 15.494.000

Questi valori rappresentano gli importi nominali delle classifiche SOA.

Per capire fino a quale importo l’impresa può effettivamente utilizzare la qualificazione, bisogna però considerare anche un altro principio.

Classifica SOA e incremento di un quinto

La normativa prevede che la qualificazione in una categoria abiliti l’operatore economico a partecipare alle gare e a eseguire lavori nei limiti della propria classifica incrementata di un quinto.

Si tratta quindi di un incremento del 20% rispetto all’importo nominale della classifica.

Ad esempio:

  • Classifica I: € 258.000 → fino a € 309.600
  • Classifica II: € 516.000 → fino a € 619.200
  • Classifica III: € 1.033.000 → fino a € 1.239.600
  • Classifica III-bis: € 1.500.000 → fino a € 1.800.000
  • Classifica IV: € 2.582.000 → fino a € 3.098.400
  • Classifica IV-bis: € 3.500.000 → fino a € 4.200.000
  • Classifica V: € 5.165.000 → fino a € 6.198.000
  • Classifica VI: € 10.329.000 → fino a € 12.394.800
  • Classifica VII: € 15.494.000 → fino a € 18.592.800

Questo incremento di un quinto riguarda quindi la capacità della classifica SOA posseduta dall’impresa.

Non deve però essere confuso con il cosiddetto quinto d’obbligo previsto nella documentazione di gara.

Incremento di un quinto e quinto d’obbligo: sono due cose diverse

La distinzione è importante.

L’incremento di un quinto della classifica SOA consente all’impresa, nei limiti previsti dalla normativa, di utilizzare la propria qualificazione per un importo superiore del 20% rispetto al valore nominale della classifica.

Il quinto d’obbligo, invece, riguarda la possibilità prevista dall’art. 120, comma 9, del Codice dei Contratti Pubblici di aumentare o diminuire le prestazioni fino alla concorrenza di un quinto dell’importo del contratto, quando questa possibilità sia prevista nei documenti di gara.

Le due regole incidono quindi su aspetti differenti e devono essere valutate separatamente.

Quando il quinto d’obbligo deve essere considerato nei requisiti SOA

Su questo punto è intervenuto recentemente anche il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza n. 3278 del 27 aprile 2026.

Il principio affermato è particolarmente importante per le imprese che partecipano alle gare pubbliche.

Quando il quinto d’obbligo viene espressamente previsto dalla documentazione di gara come una opzione contrattuale, il valore stimato dell’appalto deve tenere conto anche di tale incremento.

Di conseguenza, anche i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi, compresa la qualificazione SOA richiesta, devono essere rapportati al valore massimo potenziale dell’appalto, comprensivo dell’opzione.

In pratica, non è sufficiente verificare la qualificazione soltanto rispetto all’importo iniziale dei lavori se il disciplinare prevede espressamente un quinto d’obbligo come opzione esercitabile.

Un esempio pratico

Supponiamo che un appalto abbia un importo iniziale di 1.000.000 di euro e che la documentazione di gara preveda espressamente il quinto d’obbligo come opzione contrattuale.

Il valore massimo potenziale della procedura può arrivare a 1.200.000 euro.

In questo caso la verifica della qualificazione dell’impresa deve essere effettuata considerando questo valore massimo e non soltanto l’importo iniziale.

Diventa quindi fondamentale verificare se la categoria e la classifica SOA possedute siano sufficienti rispetto all’intero importo stimato.

Quando invece il quinto d’obbligo non entra nel valore dell’appalto

La questione cambia quando il quinto d’obbligo non è configurato dalla stazione appaltante come una vera e propria opzione già prevista nei documenti di gara.

La disciplina distingue infatti tra:

  • modifiche e opzioni già previste chiaramente nella lex specialis;
  • esigenze sopravvenute durante l’esecuzione del contratto, non conoscibili in anticipo.

Nel primo caso il relativo valore deve essere considerato nella stima complessiva dell’appalto.

Nel secondo caso, invece, non essendo conoscibile ex ante, il relativo importo non entra necessariamente nel valore complessivo utilizzato per determinare i requisiti iniziali di partecipazione.

Per questo motivo è sempre necessario leggere attentamente come il disciplinare qualifica il quinto d’obbligo.

Un esempio pratico: categoria OG1 in classifica III

Supponiamo che un’impresa possieda:

OG1 – Edifici civili e industriali – Classifica III

La classifica III ha un importo nominale di 1.033.000 euro.

Considerando l’incremento di un quinto della classifica SOA, l’impresa può utilizzare quella qualificazione, nei limiti previsti dalla normativa, per lavori OG1 fino a 1.239.600 euro.

Se però la gara prevede anche un quinto d’obbligo come opzione contrattuale, bisognerà verificare che il valore massimo stimato dell’appalto, comprensivo di tale opzione, rientri effettivamente nella qualificazione disponibile.

È proprio qui che la distinzione tra incremento della classifica e quinto d’obbligo dell’appalto diventa concretamente rilevante.

Non conta soltanto l’importo complessivo della gara

Questo è uno degli aspetti che generano più frequentemente dubbi.

Immaginiamo un appalto composto da una categoria prevalente e da una o più categorie scorporabili.

Non è sufficiente confrontare il valore complessivo dell’appalto con la classifica SOA più alta posseduta dall’impresa.

Occorre verificare:

  • quali categorie sono indicate nella documentazione di gara;
  • quale importo è attribuito a ciascuna categoria;
  • quali categorie possiede l’impresa;
  • quale classifica possiede per ciascuna di esse;
  • come sono disciplinate le eventuali categorie scorporabili;
  • se sono previste opzioni che incidono sul valore massimo dell’appalto.

La qualificazione deve quindi essere letta insieme alla struttura della singola procedura.

Quando serve l’attestazione SOA?

Per gli appalti pubblici di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro, il Codice dei Contratti Pubblici prevede il sistema di qualificazione degli operatori economici.

L’attestazione deve essere adeguata sia sotto il profilo della categoria sia sotto quello della classifica.

Possedere genericamente un’attestazione SOA non è quindi sufficiente: bisogna verificare che la qualificazione posseduta corrisponda effettivamente alle lavorazioni e agli importi previsti dalla gara.

Cosa succede con la classifica VIII?

La classifica VIII riguarda gli importi superiori a 15.494.000 euro ed è differente dalle classifiche precedenti.

Ai fini della verifica dei requisiti di qualificazione, il suo valore viene convenzionalmente determinato in 20.658.000 euro.

Per gli appalti di importo superiore a questa soglia, oltre alla qualificazione in classifica VIII, devono quindi essere considerate anche le ulteriori condizioni previste dalla normativa.

Come capire se la classifica SOA posseduta è ancora adeguata

La questione delle classifiche non interessa soltanto l’impresa che sta leggendo un nuovo bando.

È anche un tema di pianificazione.

Un’impresa che negli ultimi anni è cresciuta, ha eseguito lavori di importo maggiore e vuole accedere a commesse pubbliche più importanti potrebbe avere una qualificazione ormai inferiore rispetto alle proprie reali potenzialità.

In questo caso può essere opportuno verificare:

  • le categorie attualmente possedute;
  • le relative classifiche;
  • i lavori maturati e certificabili;
  • i requisiti economici e organizzativi disponibili;
  • l’eventuale possibilità di incrementare una classifica.

L’obiettivo è sapere quali gare sono realmente accessibili oggi e quali potrebbero diventarlo domani.

Attenzione a non confondere categorie, classifiche e quinto d’obbligo

Sono concetti collegati, ma differenti.

La categoria SOA identifica il tipo di lavoro.

La classifica SOA identifica la fascia economica riconosciuta all’impresa per quella categoria.

L’incremento di un quinto della classifica amplia, nei casi previsti, il limite economico utilizzabile dalla qualificazione.

Il quinto d’obbligo, quando previsto come opzione nella documentazione di gara, incide invece sul valore massimo dell’appalto rispetto al quale devono essere verificati i requisiti di partecipazione.

È proprio la corretta lettura combinata di questi elementi che consente di capire se l’impresa possiede la qualificazione necessaria per una specifica gara.

Perché verificare la SOA prima di partecipare

Scoprire soltanto durante la preparazione dell’offerta che una classifica non è sufficiente significa trovarsi a gestire il problema quando i tempi sono già stretti.

Per un’impresa che partecipa con continuità agli appalti pubblici è molto più utile conoscere preventivamente:

  • quali categorie presidia;
  • fino a quali importi;
  • quali margini di crescita possiede;
  • quali qualificazioni potrebbero essere strategiche;
  • come eventuali opzioni previste nella gara incidono sul valore da prendere in considerazione.

Come SOA Servizi affianchiamo le imprese nell’analisi della propria attestazione, nella verifica dei requisiti e nella valutazione delle categorie e delle classifiche più coerenti con l’attività svolta.

Contattaci

Le classifiche SOA non sono semplicemente una tabella di importi: determinano concretamente una parte delle opportunità alle quali un’impresa può accedere nel mercato dei lavori pubblici.

Allo stesso modo, una corretta lettura della documentazione di gara è indispensabile per capire quale importo debba essere realmente considerato ai fini della qualificazione, soprattutto quando sono previste opzioni come il quinto d’obbligo.

Contattaci per verificare categorie e classifiche della tua attestazione SOA e valutare correttamente i requisiti richiesti dalle gare a cui intendi partecipare.

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